DIMAGRIRE MANGIANDO!

Aggiornato il: 2 apr 2020

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DIMAGRIRE MANGIANDO!

Non tutti i metodi per dimagrire e perdere peso sono uguali: Un’alimentazione corretta e sana mantiene l’organismo in salute, un’alimentazione sbagliata o eccessiva rappresenta una minaccia per il nostro organismo. Seguire un piano dietetico corretto è quindi fondamentale per risolvere il problema del sovrappeso. Tuttavia non sempre è possibile dimagrire o raggiungere il peso corporeo ideale basandosi soltanto sulla dieta. Accade spesso di incontrare alcune difficoltà nel seguire un regime dietetico a basso contenuto calorico. Principali difficoltà di una dieta atta al controllo del peso corporeo:

difficoltà, soprattutto per chi lavora, a controllare durante tutto l’arco della giornata la qualità e la quantità dei cibi proposti,

difficoltà a superare lo stimolo della fame,

difficoltà a mantenere una corretta funzionalità dell’intestino,

difficoltà ad eliminare liquidi.

Perché si aumenta di peso

La causa più frequente del sovrappeso è sicuramente data da un cattivo regime alimentare: soprattutto un eccesso di zuccheri e grassi nell’alimentazione risulta estremamente pericoloso per la linea. Ma anche altri motivi possono favorire l’aumento di peso, fra questi:

carente attività fisica: il movimento in generale è necessario per bruciare l’eventuale eccesso di calorie e le riserve di zuccheri e grassi. Ma non è soltanto l’ozio che fa aumentare di peso, anche molti lavori ci costringono a passare gran parte della giornata bloccati su una sedia, magari in auto, ancora peggio dietro un banco praticamente quasi fermi: in questi casi la tensione nervosa libera nell’organismo le riserve di zuccheri. In carenza di movimento tali zuccheri non vengono bruciati ma trasformati in grassi, che a loro volta vengono accumulati nel tessuto adiposo. La mancanza di movimento peggiora anche la circolazione sanguigna, producendo facilmente pesantezza alle gambe e predisponendo al ristagno di liquidi e alla cellulite.

alcune disfunzioni metaboliche: un metabolismo rallentato oltre ad accumulare eccessive riserve di grasso, produce anche un accumulo di tossine che rendono inefficaci i processi energetici capaci di bruciare calorie. E’ così che al sovrappeso si aggiunge la stanchezza e la svogliatezza. 

eccessivo stimolo della fame: proprio in conseguenza del metabolismo rallentato, tipico delle persone in sovrappeso, c’è una cattiva utilizzazione delle riserve energetiche (zuccheri e grassi) a disposizione. Questo si manifesta con fiacca, svogliatezza che si trasformano in un continuo stimolo della fame, in un desiderio ossessivo di sostanze zuccherine, capaci di compensare momentaneamente la stanchezza.

Quindi, per quanto sia ovvio che introdurre una maggiore quantità di cibo provochi un aumento del peso corporeo, bisogna tuttavia distinguere due forme di alimentazione che inducono ad ingrassare.

La prima, di tipo quantitativo, consiste nell'ingerire una quantità eccessiva di

cibo a causa dell'incapacità di regolare e controllare il proprio appetito

(iperalimentazione).

In questo caso, anche seguendo una dieta sana come quella mediterranea,

un individuo finisce per andare comunque in sovrappeso, seppure spesso non si noti in maniera evidente.

La seconda forma, di tipo qualitativo, riguarda soggetti con appetito normale o addirittura scarso, ma comunque in sovrappeso a causa di un'alimentazione non funzionale. Gli errori più comuni riguardano la scelta di cibi ipercalorici come i grassi e i carboidrati dotati di scarsa sazietà, la cattiva associazione dei cibi, un'alimentazione molto frequente e l'assunzione di inutili calorie (caramelle, bevande zuccherate).

Iperalimentazione: le cause.

1. Golosità:

si mangia in eccesso per procurasi un piacere (per il semplice

gusto di mangiare); non si riesce a distinguere la fame vera dalla golosità.

2. “Fame nervosa”:

si esagera con alcuni tipi di cibi per compensare

l’assenza o la carenza di altre gratificazioni (frustrazione).

3. Mangiare sbilanciato

L’organismo non ricevendo a sufficienza alcuni elementi (per esempio

vitamine, minerali, oligoelementi, ecc.) reagirebbe con una sensazione

anomala di appetito che maschererebbe in realtà uno stato carenziale da compensare; infatti, bilanciando l’alimentazione in rapporto al fabbisogno qualitativo, si inizia subito a dimagrire!

4. Frettolosa masticazione:

si mangia troppo perché si mangia in fretta.

In 5 minuti si può arrivare ad ingerire cibo anche per 400 calorie in più a pasto (ben 800 cal. al giorno!), oltre quelle necessarie per raggiungere la doverosa sazietà fisiologica!

Inoltre, la cattiva e veloce masticazione, rallenta e compromette il giusto

metabolismo dei carboidrati, la cui digestione inizia a verificarsi già in bocca.

Alimentazione non funzionale

1. Non si bilanciano correttamente i pasti

Pasti troppo ricchi di grassi e proteine, a scapito di frutta, verdura, cereali e legumi sono responsabili del netto aumento della probabilità di contrarre malattie vascolari e circolatorie (aterosclerosi, ipertensione, infarto), malattie renali, malattie del sistema epato-biliare, malattie metaboliche (iperuricemia, ipercolesterolemia, diabete).

2. Mangiamo alimenti manipolati, sofisticati, alterati, contraffatti, cui sono stati aggiunti prodotti artificiali estranei ad essi (antiossidanti, coloranti, conservanti, aromatizzanti, esaltatori del gusto, ecc.).

Esiste inoltre la manipolazione indiretta degli alimenti: ad es. carni provenienti da animali trattati con estrogeni, cortisone, antibiotici;

frutta, verdura e cereali coltivati con largo impiego di concimi chimici, anticrittogamici, diserbanti, ecc.

Si calcola che attualmente in Italia ogni persona consumi circa 4 chili di additivi alimentari all’anno: 11 grammi al dì, durante i pasti (circa un cucchiaio a testa!).

Intossicazione cronica

Quando si consumano per molto tempo prodotti a tossicità blanda e lenta (o piccoli dosi di tossici forti), non ci si accorge di assumere sostanze dannose: prima di tutto perché il disturbo può rendersi evidente dopo anni di

uso, sicché non è facile pensare che quel malessere sia attribuibile a quella sostanza, dal momento che in tanti anni di uso non ha mai provocato sintomi evidenti;

secondo, perché i fastidi non sono violenti, ma subdoli e striscianti; terzo, perché il sintomo non è specifico, ma aspecifico: produce generali stati di malessere come sensazioni di stanchezza, ansia, irritabilità, insonnia,

stitichezza, ecc. Generalmente chi subisce questa intossicazione cronica non sa e non crede di essere intossicata, ma attribuisce il suo indefinibile malessere al

lavoro stressante, al maltempo, al marito troppo nervoso, ecc.

3. Mangiamo cibi raffinati e industriali

Alimenti trasformati in prodotti artificiali per aumentarne la loro resa economica: appetibilità, gusto, conservabilità.

Il depauperamento del cibo è particolarmente evidente nel caso dei cereali che vengono privati di crusca e germe e ridotti a semplici apportatori di

amido: diventano alimenti sbilanciati che hanno perso più del 70 % delle preziosissime sostanze nutritive che contenevano!

Va ancora peggio al riso brillato (quello comunemente usato) che viene anche lucidato e trattato con talco e vaselina !

4. Condizioni ambientali inadatte

Oggi si va sempre più diffondendo l’abitudine di mangiare in fretta, quando, dove e come capita: in piedi, lavorando, discutendo, litigando, parlando al

cellulare, guardando la televisione, in locali affollati e rumorosi. Si salta la colazione perché non c’è tempo, a pranzo un panino e … la sera ci si sfoga!

Alterniamo così periodi di semi-digiuno ad enormi

abbuffate! Ci si aiuta con grandi sorsate di liquidi, a volte con bevande gassate, e poi ci si meraviglia se dopo il pasto selvaggio ci si sente stanchi, appesantiti,

gonfi, sonnolenti, irritabili, con la pancia piena d’aria!

Tutto questo protratto per giorni, mesi, anni produce uno stress cronico per l’intero organismo, difficilmente compensabile!

5. Errata distribuzione dei cibi nell’arco della giornata

E’ ormai scientificamente assodato, a opera di scienziati che studiano l’andamento ritmico della vita (cronobiologia), che la stessa quantità e qualità di cibo produce risultati differenti, in termini di peso e di effetti salutari, a seconda dell’ora in cui viene consumato il pasto! Perché? …

Perché un piatto di pasta o una bistecca hanno effetti molto diversi sui principali ormoni che regolano il nostro metabolismo e cioè l’assimilazione dei cibi!

6. Intolleranze Alimentari

L'Intolleranza alimentare agisce in relazione alla quantità di alimenti non tollerati ingeriti e con un fenomeno di accumulo di cosiddette

"tossine" nell'organismo, tale fenomeno determina l'insorgere di sintomi spesso

sovrapponibili a quelli delle allergie, ma che se ne differenziano in quanto non

interessano il sistema immunitario.

L’intolleranza alimentare, infatti, coinvolge il metabolismo ma non il sistema immunitario.

7. Cattiva associazione dei cibi

Alcuni alimenti richiedono processi e succhi digestivi contrastanti, cioè

che si ostacolano l’un l’altro, con la conseguenza che il processo

digestivo viene rallentato e i materiali alimentari possono fermentare e putrefare, liberando sostanze tossiche e alterando la flora batterica intestinale nostra “alleata”.


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