GLI ATTACCHI DI PANICO


GLI ATTACCHI DI PANICO

L’attacco di panico è una crisi d’ansia estremamente acuta e incontrollabile, è la comparsa improvvisa ed inaspettata di una sensazione di terrore e di angoscia accompagnata da sintomi somatici quali:

  • Dolore al torace

  • Palpitazioni, tachicardia

  • Vertigini, sudorazione, vampate

  • Tremolii, formicolii, parestesie, nausea, diarrea

  • Senso di svenimento o perdita di equilibrio

  • Senso di soffocamento, respiro affannoso

E da sintomi psichici quali:

  • Paura di perdere il controllo, di impazzire, di morire

  • Senso di irrealtà

  • Sensazione di estraneità e di distacco da se stessi

L’attacco di panico inizia senza preavviso e, per sua caratteristica, insorge durante lo svolgimento di attività abbastanza tranquille, come essere seduti al tavolo di un ristorante, guidare l’automobile, entrare in un negozio. La massima intensità dei sintomi si raggiunge in 10 minuti e la crisi si estingue in 20/30 minuti lasciando il soggetto in un profondo stato di prostrazione. Inoltre, la maggior parte delle persone sviluppa via via un’ansia di tipo anticipatorio e assume condotte di evitamento relativamente alle situazioni che sono associate agli attacchi di panico.

Ecco allora che si bandiscono ristoranti, negozi, mezzi pubblici affollati, si assiste ad un progressivo ritiro dalla vita pubblica con conseguente confinamento entro le mura domestiche e con un deciso taglio della vita relazionale.

Gli attacchi di panico possono verificarsi anche in assenza di stimoli provenienti dall’esterno, anche se l’esperienza clinica mostra come possa esser una serie di pensieri negativi a causare la condizione di paura estrema. Avere “paura della paura” anticipando col pensiero la paura di collassare, di impazzire, di perdere il controllo, persino di morire e comunque di trovarsi in gravi situazioni senza una via d’uscita.

L’attenzione esasperata a ciò che accade nel proprio organismo (aumento del battito cardiaco, mancanza d’aria, dolori al petto…) provoca un aumento dell’ansia che, in un circolo vizioso, esaspera le condizioni fisiche, facendo temere il peggio.

Darwin scriveva così le caratteristiche del terrore acuto degli animali: “In tutti o quasi tutti gli animali il terrore provoca tremore nel corpo. La pelle diviene pallida, il sudore cola e i peli si rizzano. Il respiro è affrettato. Il cuore batte velocemente e impetuosamente… Le facoltà mentali sono molto disturbate. Presto segue una completa prostrazione e perfino lo svenimento. Un canarino terrorizzato è stato visto non solo tremare e diventare bianco alla base del becco, ma addirittura svenire…”

Quello degli attacchi di panico è il disturbo in maggiore crescita degli ultimi vent’anni.

Solo negli anni Ottanta è stato inserito fra le patologie psichiche del DSM; prima era considerato una forma d’ansia generalizzata.

Nel mondo, soffre di questa patologia l’8% della popolazione dei Paesi sviluppati. In Italia, secondo la LIDAP (Lega italiana contro i disturbi d’ansia di agorafobia e di attacchi di panico) il 10% della popolazione ha avuto almeno un attacco nel corso della vita e il 6% della popolazione viene colpito ogni anno (circa 2 milioni di persone!). Le donne sono più a rischio con il 60% delle diagnosi anche se va considerato che le donne sono più disponibili degli uomini a riconoscere il proprio disagio e a fare ricorso all’aiuto di psichiatri e psicologi.

Il dott. Morelli ci descrive il soggetto che soffre di DAP come perfetto, impeccabile, che non pensa mai a fare qualcosa di sbagliato. Si muove con sicurezza e determinazione, si batte con forza per ciò in cui crede. Le frasi che lo caratterizzano sono: “volere è potere”, “tutto sotto controllo”, “sono tutto d’un pezzo”, “sono così e non posso cambiare”. Insomma una personalità rigida, intollerante e polemica, convinta che nessuno possa modificare il suo destino all’infuori di se stesso. Per mantenere questa immagine che si è creata, deve dare sempre il massimo, deve raggiungere tutte le mete che si prefigge senza mai deludere, senza permettersi di sbagliare. Si vanta di riuscire a controllare i suoi bisogni e di riuscire a non lasciarsi andare,. Il più delle volte rifiuta anche l’eros.

Non dissimile è il tratto della donna che, lei pure, recita il ruolo di chi deve essere sempre all’altezza del compito, si propone come persona modello che si sovraccarica di impegni e di fatiche senza che nessuno glielo chieda. La femminilità è spesso confinata sullo sfondo, in quanto viene ritenuto più importante essere una buona moglie e una buona madre.

In sintesi il “candidato ideale” è colui che:

  • Vuole tenere tutto sotto controllo

  • Si obbliga a seguire percorsi esistenziali fissi

  • Ha un forte senso del dovere e di responsabilità

  • Ha la mente piena di regole, ideali e moralismi

  • Attribuisce grande importanza al giudizio altrui

I SIGNIFICATI DELL’ATTACCO DI PANICO

Inaspettato e sconvolgente, l’attacco di panico si batte come un fulmine su chi si è costruito questa falsa identità, su cui ha cercato di intrappolare le proprie emozioni e passioni dentro una gabbia di doveri, di routine, su chi ha negato a impulsi e desideri il diritto di manifestarsi.

Ecco allora la “scossa divina” che cerca di creare un varco per tutte queste forze, mina l’esplosione del desiderio che non si è saputo accogliere, mette in discussione uno stile di vita dove manca il soffio vitale.

L’attacco di panico rappresenta quindi una protesta contro l’equilibrio che forzatamente è stato creato, ma che non corrisponde alla vera essenza. Il cuore che batte all’impazzata, la testa che gira, il respiro che sembra bloccato sembrano rappresentare un simbolico invito a “morire” per poi “rinascere”, finalmente liberi, finalmente disposti a riconoscere e a vivere le proprie emozioni.

La sensazione di mancanza di ossigeno – come ci dice Alfonso Rogara, neurologo e psichiatra – ci rimanda all’incapacità di mettere in contatto il nostro mondo personale con quello che ci sta attorno e alla difficoltà che tante volte incontriamo nell’avere un buon rapporto con noi stessi, con le componenti più profonde della nostra personalità. E questo perché l’ossigeno che noi scambiamo attraverso il respiro è considerato l’agente mediatore tra il nostro mondo interno ed il mondo esterno; inoltre l’ossigeno, attraverso il sangue, porta nutrimento a tutto il nostro organismo e può quindi essere considerato il ponte tra noi stessi e le nostre parti più profonde.

La sintomatologia dell’attacco di panico assomiglia molto a quella dell’attacco di rabbia o dell’orgasmo. In effetti, da un punto di vista fisiologico, si tratta di eccitazioni del tessuto cerebrale molto simili tra loro. Probabilmente – prosegue Rogora – se alcuni comportamenti sono stati inibiti dall’educazione familiare, scolastica, sociale, si finisce per agire solo il comportamento più accettabile: “il piacere sessuale è spesso condannabile, la rabbia è inopportuna e riprovevole e alla fine…resta solo un innocuo attacco di panico!”

(Dott. Roberto Lucchetta, psicologo, psicoterapeuta, psicosomatista)

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